AL PRIMO CIRCOLO DIDATTICO DI SANTERAMO SI FESTEGGIA L’INAUGURAZIONE DELL’AUDITORIUM “Prof. GIOVANNI PONTRANDOLFO”

AL PRIMO CIRCOLO DIDATTICO DI SANTERAMO SI FESTEGGIA L’INAUGURAZIONE DELL’AUDITORIUM “Prof. GIOVANNI PONTRANDOLFO”

Il 23 novembre 2019 il Primo Circolo Didattico si è vestito di festa. La gioia dell’inaugurazione del nuovo Auditorium si è sommata al piacere di intitolarlo al grande Professor Giovanni Pontrandolfo, brillante uomo di cultura santermana e padre dell’insegnante Pino Pontrandolfo, vicario del nostro Circolo.

Il Dirigente Scolastico, dott.ssa Elena Cardinale, ha fortemente voluto questa intitolazione per l’affetto che lo ha legato al filosofo santermano. Per questo ha organizzato e presieduto questo momento di cultura, che ha visto la presenza del sindaco di Santeramo, prof. Fabrizio Baldassarre, e degli assessori Rocco Marsico, che tanto si è attivato per l’inaugurazione dell’auditorium, Rossella Porfido, Peppuccio Fraccalvieri e Serena Baldassare, nonché del Presidente del Consiglio comunale, Andrea Natale, e del vice presidente, Franco Nuzzi.

La manifestazione si è aperta con il momento dello svelamento delle targhe. In seguito è stata scoperta anche la targa del Comitato dei genitori dell’anno scolastico 2016/2017, che ha contribuito all’acquisto degli arredi (tavolo, sedie, tende, …) dell’auditorium.

La presenza dei figli Pino e Michele, nonché delle nuore e dei nipoti, Annalisa, Gianluca, Gianvito, Franco, e dei bisnipoti Carlo e Giuseppe, è stata commossa e partecipe.

Nella serata si sono succedute numerose e toccanti testimonianze di alcune persone, che da vicino hanno conosciuto il Professor Pontrandolfo: gli interventi dei suoi cari amici Preside Raffaele Bongallino, cavalier Franco Porfido, Professor Lorenzo Disanto, presenti alla serata, si sono affiancati a quelli di persone lontane, che hanno voluto partecipare comunque a questo momento: dal dottor Alfredo Plantamura, a Padre Geminario, la cui parole sono state raccolte dalla nipote ed insegnante Silvana Germinario, a Gianpaolo Mastropasqua, che ha cantato con una commovente lirica il maestro e filosofo. In molti interventi è emersa la ricerca socratica della verità, l’umile passione per la conoscenza e per tutti i suoi campi, il piacere di intrattenersi a “chiacchierare” in un dialogo costruttivo con molti. Padre Geminario di lui ha detto con affetto: “Fu Socrate di se stesso e a me insegnò ad esserlo”

Ma i racconti più appassionati e significativi sono stati senza dubbio quelli dei due nipoti: Gianluca e Gianvito. Entrambi hanno dipinto spaccati della loro vita con il nonno, che tanto gli ha trasmesso nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza. L’istruzione diventava un’occasione per educare, per dare e suscitare valori, appartenenti al mondo classico, ma sempre attuali, perché fonte di saggezza che sgorga da una lettura critica della realtà. A loro ha lasciato la splendida eredità di essere “allegri, operosi, generosi”.

Molto significativa è stata anche la poesia “Na recchèzza speciäle” di Maria Valentino, corsista dell’Università della Terza Età, che ha narrato il legame del Professor Pontrandolfo con Piazza di Vagno, luogo di ritrovo, di dialogo e di pratica di socialità, che ha un ruolo centrale nella vita dell’individuo e che ha caratterizzato inevitabilmente le scelte e la passione politica del Professore.

Tutta la cerimonia è stata accompagnata da chicche musicali, “orchestrate” dal maestro Francesco Tritto: il coro “Hero Paradiso” con l’Inno Nazionale, l’Inno Hero Paradiso, la canzone La casa, ma anche alcuni brani suonati e cantati da solisti e la coinvolgente e ottima esibizione canora del Coro Accordium, che ringraziamo.

Il Professor Pontrandolfo è stato un grande intellettuale santermano, ma soprattutto un mentore: numerose generazioni di giovani si sono abbeverati, come me, alla sua saggezza e alla sua cultura. Ognuno di noi ha almeno un suo ricordo, una piccola ma preziosa “perla di saggezza” che ci ha arricchiti e ci ha resi migliori. È stato un vero insegnante, una di quelle persone che non passa senza lasciare il segno, dentro e fuori la scuola.

Era piacevole stare con lui: i suoi amici amavano affiancarlo per condividere pensieri nelle lunghe passeggiate, che diventavano la metafora dell’esistenza, che ha senso solo se condivisa.

È stata una caleidoscopica ed amabile persona, unificata nella ricerca esistenziale dell’essenziale, da intendersi come ricca frugalità e filosofia di vita di un uomo, il quale ha saputo fare della propria esistenza un dono, un dono per la propria moglie Nina, per i propri figli, nuore e nipoti, ma anche per tutti noi che abbiamo avuto il piacere e la gioia di conoscerlo e che sempre, condividendo con lui, siamo ritornati a casa più ricchi e consapevoli di prima. 

La Collaboratrice del Dirigente Scolastico
Ins. Marianna Dimauro