Festa contadina 2017

Festa contadina 2017

Che mattinata entusiasmante quella di sabato 23 settembre! Noi ragazzi delle classi quarte del 1° Circolo Didattico “Hero Paradiso- Umberto I”, coinvolti dall’entusiasmo della nostra Dirigente per le iniziative legate al territorio, abbiamo partecipato alla “Festa contadina” organizzata dalla Pro Loco di Santeramo in Colle. La festa ha lo scopo di riscoprire e, nello stesso tempo, di conservare nella memoria storica del nostro paese, gli usi e i costumi della nostra civiltà contadina. Per avvicinarci nel modo migliore possibile a come si viveva tanto tempo fa, i nostri maestri, in classe, ci hanno proposto la lettura di una Poesia in dialetto santermano, scritta dal nostro concittadino Alberto Di Leone, morto qualche anno fa, intitolata “Scéche e ppassatimbe”, perché vicina alle attività ludiche e gioiose di noi bambini. Dalla lettura della Poesia abbiamo scelto quattro giochi: “I Pezzùle – U Fazzelétte –  O Sckaffe – Fornaio, è cotto il pane?”.  Guidati dai nostri insegnanti, abbiamo compreso le regole dei giochi, fondamentali per la nostra crescita, eseguendoli in palestra: abbiamo capito come, in passato, fosse semplice divertirsi con poco.

La Piazza, allestita in stile contadino, era diventata uno scenario perfetto per la nostra esibizione: c’erano due carretti, un forno con dentro il pane, delle piccole balle di fieno, un signore che tagliava la legna con un’accetta, i traini, la paglia, cesti di uva, strumenti usati per la vendemmia e tanti altri oggetti che venivano usati in quel tempo. Le mamme di alcuni alunni e del Comitato dei Genitori della Scuola, anche loro vestite da contadine, avevano allestito bancarelle con oggetti antichi; altre, preparavano la pasta fresca fatta in casa, come le orecchiette e i cavatelli. Alcuni uomini, invece, spiegavano come si tagliava la legna e come si maneggiavano arnesi e utensili usati nel passato; il lavoro svolto in campagna, a quei tempi, era molto faticoso e richiedeva tanti sacrifici.

 Per l’occasione abbiamo indossato gli abiti di allora: i ragazzi una camicia bianca, un gilet grigio e un pantalone di velluto, le ragazze una gonna lunga in velluto blu o rosso, una camicia bianca, un grembiulino sulla gonna e, in testa, un fazzoletto per coprire il capo. In passato, infatti, i fazzoletti si usavano molto per evitare che, durante i lavori domestici – tra i quali il fare il pane o la pasta in casa – i capelli potessero cadere; era un’abitudine avere il capo coperto e i capelli raccolti.

Il nostro arrivo è stato accolto con gioia e dopo la presentazione della Dirigente, Dott. ssa Elena Cardinale e l’intervento delle autorità locali, con tanta emozione ci siamo disposti per intonare l’inno della nostra scuola. Abbiamo trascorso momenti lieti, riproponendo al pubblico i giochi di una volta; a far da cornice ai giochi ci sono state le nostre esibizioni in danze popolari, la “Quadriglia”, la “Pizzica” e due “Tarantelle” preparate con entusiasmo dalla Maestra Gabriella Masci.

Ci siamo sentiti coinvolti come protagonisti di un’esperienza semplice come quella vissuta dai nostri bisnonni, “ricche de penzire e dde struminde”, che sapevano “com’acchjjä i deverteminde”, diceva il nostro amato cantore e maestro Alberto Di Leone, senza disporre dei tantissimi giochi che abbiamo noi e con i quali spesso oggi non riusciamo nemmeno a divertirci!

Gli alunni delle classi quarte 1° Circolo Hero Paradiso

L’articolo sul giornale “La voce del paese”

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